Verso l’adozione del nuovo Nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi. Due documenti a cura del GLIC

Logo GLIC ad Alta ita-02di Claudio Bitelli* e Andrea Pancaldi**

Partiamo dalle storie delle persone

Antonio, 28 anni, tetraplegia grave: a seguito di incidente stradale ha perso il cammino e l’uso delle mani. Vorrebbe ricostruire la sua vita con la massima autonomia possibile, ma ha bisogno di tecnologie per farlo: per lui sarebbero indispensabili gli adattamenti per l’accesso al computer e alcune soluzioni di domotica per l’ambiente di casa. Il Nomenclatore degli ausili, fermo al 1999, ignora completamente queste soluzioni oggi ampiamente disponibili sul mercato e i costi sono difficili da affrontare in una situazione così difficile. Che fare?

Anna, 8 anni, ha una forma di tetraparesi distonica: è una bimba vivace e intelligente, piena di voglia di vivere e di comunicare, ma parla in modo poco comprensibile e la scrittura manuale non è proprio possibile. Per lei gli ausili tecnologici sono una vera “protesi” funzionale, per comunicare, studiare, giocare e crescere con la consapevolezza di essere una persona che può “fare” e che può “dare”. Anche la sua famiglia, le sue insegnanti e la fisioterapista sono convinte che la tecnologia possa essere un aiuto insostituibile; il medico prescrittore però non è esperto in materia. Dove chiedere un consiglio esperto e disinteressato? Continua a leggere

La nuova Ingiustizia Minorile

bambino solitario

di Paolo Tartaglione*

La Commissione Giustizia della Camera, del tutto a sorpresa, ha votato a gennaio un emendamento proposto dalla Deputata PD Ferranti con il quale ha soppresso i Tribunali per i Minorenni.

Questa scelta, che tuttora nessuno di noi riesce a spiegarsi, ha colto alla sprovvista e ha creato una profonda frattura tra il Legislatore e tutti gli Operatori che lavorano a vario titolo nella Giustizia Minorile. Continua a leggere

Welfare dei Diritti: una cronaca del convegno

di Emanuele Ranci Ortigosa*

emanuele che parla2Lo scorso 8 aprile a Milano si è svolto il preannunciato convegno “Costruiamo il Welfare dei Diritti. Ridefinire le politiche sociali su criteri di equità ed efficacia”. Ne siamo molto soddisfatti sia per l’impegno e la qualità degli interventi, sia per la larga e attenta partecipazione di più di trecento amministratori, dirigenti, esperti, operatori delle politiche e dei servizi sociali, provenienti da varie realtà, nazionale regionali e locali, e impegnati in varie esperienze, pubbliche e del privato sociale. Preziosa anche la presenza di più deputati delle Commissioni della Camera Lavoro e Affari sociali (Carnevali, Dell’Aringa, Lenzi, Piazzoni, oltreché, come discussant, la senatrice Guerra), che stanno svolgendo il lavoro istruttorio sul ddl delega governativo di introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà, con audizioni in merito a cui siamo stati invitati a esporre le nostre valutazioni e proposte. Continua a leggere

L’assistente sociale: uno, nessuno e centomila

about usdi Davide Pizzi*

Purtroppo, in più di un’occasione, mi è capitato di imbattermi in persone che confondevano la mia professione di assistente sociale con un’altra. Oggi, come allora, quando mi ricapita, provo lo stesso senso di fastidio, proprio non riesco ad abituarmi che qualcuno faccia questa sorta di scambio tra professioni! Per rendere più chiara l’idea, cito alcuni esempi di quante volte il mio lavoro è stato frainteso con un altro:

  • assistente domiciliare per anziani (e aiuto domestico);
  • operatore socio sanitario;
  • operatore generico;
  • altro non precisato.

Ogni volta che ho sentito citare a sproposito il mio mestiere, ho vissuto un senso pirandelliano di incomprensione della mia identità professionale, per l’appunto: uno, nessuno e  centomila. Continua a leggere

Vengo anch’io!

giano bifronte2di PierLuigi Emesti*

L’autore di questo post ci propone un’analisi, necessariamente incompleta, relativa alla vicenda della ragazza che non è andata in gita. Voi cosa ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti e nuovi post!

“Legnano: disabile esclusa dai compagni di classe , il Ministero interviene e blocca la gita”

“Legnano, ragazzina disabile rinuncia alla gita :”Tam tam su whatsapp, nessuno la vuole in camera”

Questi i titoli di due articoli apparsi sui giornali che mi hanno fatto indignare.

Poi ho letto gli articoli e ho cercato anche di ricostruire una storia che non è stata scritta, una storia tutta da chiarire. Continua a leggere